Fotografia come specchio, come vetro, trasparenze mnemoniche, che rappresentano l’essere se stessi ma anche l’altro, il fuori che è proiezione del nostro dentro, l’interno oscuro che diventa presenza per un attimo, e che viene catturato, imbrigliato dallo scatto fotografico.
Cinque giovani alle prese con uno dei sistemi più complessi per leggere il mondo, la vita.
Tutti pensano “è semplice”, mi metto lì e scatto. Non è così, il mondo cambia a ogni sguardo, la luce che cambia, il panorama va per suo conto. Il vorticoso ruotare della terra si blocca, si congela in una foto, un attimo spazio temporale che viene tolto all’insieme, non può più muoversi, è lì fermo che ti guarda. È la foto che guarda lo spettatore non il contrario.
Cinque giovani coraggiosi, ben guidati, esploratori del mistero. Un ottimo lavoro. Dal primo all’ultimo. Penelope, Marco, Celeste, Lorenzo e Chiara, hanno percorso il loro sentiero, individualmente separati ma concettualmente fusi.


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